Fonds LB - Bedeschi, Lorenzo

Tessera Bibliotheca Pont. Univ. Gregorianae Roma Tessera Istituto per la storia del Risorgimento italiano Tessera giornalista La Repubblica

Identity area

Reference code

IT IT-AUniURB LB

Title

Bedeschi, Lorenzo

Date(s)

  • 1800 - 2006 (Creation)

Level of description

Fonds

Extent and medium

21 mt. lineari, 172 buste
(1407 fascicoli, 2 schedari, 71 quaderni, 17 bloc-notes, 13 agende, 12 stampe, 4 diplomi in pergamena, 3 disegni, 2 oggetti, 1 manifesto)

Context area

Name of creator

(17 agosto 1915 – 16 novembre 2006 [1915/08/17-2006/11/16])

Biographical history

Lorenzo Bedeschi nasce a Prati, frazione di Bagnacavallo (Ravenna), nel 1915, da una famiglia contadina di tradizioni repubblicane. Studia presso l’Università Gregoriana di Roma e, divenuto sacerdote, nel 1940 è inviato nei Balcani come cappellano militare. Rientra in Italia dopo l’8 settembre 1943 e partecipa alla Resistenza nel Corpo italiano di liberazione. Nel dopoguerra è redattore e corrispondente parlamentare del giornale cattolico «L’Avvenire d’Italia», ma si avvicina anche all’esperienza delle avanguardie cristiane e collabora al periodico «Adesso» di don Primo Mazzolari. Sul piano storiografico si interessa, fino a diventarne il più autorevole studioso, del modernismo e del riformismo religioso di fine Ottocento e inizi Novecento.
Verso la fine degli anni sessanta inizia l’attività di docente di storia contemporanea presso l’Università di Urbino. In questa città fonda il Centro studi per la storia del modernismo, che nel 1972 inizia la pubblicazione degli annali «Fonti e documenti». Come riconoscenza per il lavoro di riscoperta del modernismo e della riforma religiosa portato avanti da Lorenzo Bedeschi, Louise Juston-Sabatier dona al Centro studi l’importante archivio del padre, il pastore protestante francese Paul Sabatier; del trasporto da casa Sabatier, nota come La Maisonette, presso Saint Michel de Chanbrillanouix (Francia) a Urbino si occupa personalmente Bedeschi nell’aprile 1979. Nel 1989 insieme a Carlo Bo promuove, sempre a Urbino, l’istituzione della Fondazione Romolo Murri dove confluisce l’archivio del sacerdote marchigiano affidatogli dal figlio Stelvio.
Nel frattempo prosegue incessante l’attività di studio, raccolta di documentazione e organizzazione culturale e dà alle stampe numerose pubblicazioni sul modernismo e tematiche affini presso Il Saggiatore, Feltrinelli, Bompiani, Morcelliana, Vallecchi, Guanda e altri editori. Muore a Bologna, dove aveva risieduto negli ultimi decenni, nel novembre 2006, all’età di 91 anni.

Archival history

L’archivio contiene la documentazione di lavoro, la corrispondenza e alcune carte private che Lorenzo Bedeschi custodiva nel suo domicilio bolognese di via Bellinzona 5. Per esplicita volontà del soggetto produttore la documentazione, insieme alla biblioteca personale, è stata donata all’Università di Urbino. Il trasporto da Bologna a Urbino è stato effettuato dopo la morte di Bedeschi, nel febbraio 2007, curato da don Ivo Manzoni e dal prof. Paolo Giannotti (a Bologna) e dal dr. Federico Marcucci (a Urbino), ad opera della Cooperativa Sandonnino di Bologna. Il materiale contenuto in 355 scatoloni è stato depositato presso la Biblioteca centrale umanistica di via Saffi 2 (ad eccezione di alcuni volumi, di uno schedario e di oggetti personali collocati in un armadio presso l’Istituto di storia). A marzo 2007, in locali afferenti alla Biblioteca centrale umanistica, si sono concluse le operazioni che hanno portato alla sommaria suddivisione della documentazione in “Carte”, “Giornali”, “Riviste” e “Monografie”. Successivamente il materiale è stato trasferito dalla ditta Cerioni Traslochi di Fermignano con la supervisione del dr. Federico Marcucci presso un deposito dell’Università in località Sasso. Nel febbraio 2015 l’archivio è stato trasferito presso la Biblioteca area scientifica in via Ca’ le suore 2 (Campus E. Mattei) per procedere all’inventariazione. Sono stati riunti al fondo i volumi e gli oggetti personali che erano stati provvisoriamente collocati all’Istituto di storia (ma non lo schedario).

Immediate source of acquisition or transfer

Donazione

Content and structure area

Scope and content

Il fondo, costituito da documentazione privata e di lavoro prodotta e raccolta da Bedeschi, si compone di 172 buste per un totale di 21 metri lineari. L’archivio documenta l’intensa attività di studio e ricerca del soggetto produttore, relativa a numerosi temi, personaggi e aspetti della vita culturale, politica e religiosa dell’età contemporanea, con particolare riferimento alla cultura cattolica critica a cavallo tra Ottocento e Novecento e al movimento modernista.
La documentazione comprende agende, quaderni, bloc-notes, tessere personali, fogli di appunti manoscritti, testi dattiloscritti, bozze di stampa, fotocopie, fotografie, stampe, estratti, riviste, ritagli di giornali etc. Fa parte dell’archivio la numerosa corrispondenza in arrivo, e in alcuni casi copia della corrispondenza in uscita, con nomi noti del mondo politico, culturale ed editoriale della seconda metà del Novecento, ma anche con i tanti studenti, cultori della materia, amici, religiosi con cui Bedeschi è entrato in contatto nel corso della sua lunga carriera.
Da segnalare l’intreccio tra l’archivio di Bedeschi e copie di documentazione proveniente dai fondi Romolo Murri e Paul Sabatier. Le carte Murri furono affidate a Bedeschi da Stelvio Murri, figlio del sacerdote marchigiano, e confluirono nella Fondazione Romolo Murri creata a Urbino nel 1989, condizionate in 92 faldoni ognuno dei quali contenente circa 2-300 documenti, principalmente corrispondenza in arrivo, ordinati cronologicamente. L’archivio di Paul Sabatier, donato alla fine degli anni settanta dalla figlia Louise Juston-Sabatier al Centro studi per la storia del modernismo, si compone di 96 faldoni contenenti carteggi con corrispondenti italiani e stranieri (lettere in arrivo e copia di quelle in uscita) in ordine cronologico dal 1894 al 1927.
Tale documentazione era frequentemente utilizzata da Bedeschi per i propri studi, tanto che all’interno del suo archivio si trovano due cospicui nuclei riconducibili ai suddetti fondi Murri e Sabatier: si tratta in massima parte di fotocopie e trascizioni della corrispondenza, non quindi della documentazione originale che rimane depositata presso Fondazione Murri e Centro studi per la storia del modernismo. Parte di queste fotocopie si trovano all’interno dei fascicoli di lavoro di Bedeschi, da lui annotate, sottolineate e unite ad altra documentazione personale.

Appraisal, destruction and scheduling

Accruals

System of arrangement

Il riordinamento dell’archivio è stato preceduto da un approfondimento bio-biografico del soggetto produttore. Dopo un primo intervento di analisi e ricognizione del materiale si è proceduto alla suddivisione delle serie e sottoserie, individuate sulla base della sistemazione originaria e delle attività svolte da Bedeschi.
Il fondo si presentava condizionato in circa trenta scatoloni, venti contenitori in plastica e quarantacinque scatole d’archivio. Quest’ultime sono state denominate “Carte Bedeschi” dallo stesso soggetto produttore, che aveva anche provveduto a numerarle sul dorso e ad elencarne il contenuto in un quaderno (per le buste da 1 a 39, mentre quelle da 40 a 45 sono state numerate in fase di inventariazione).
Buona parte della documentazione si presentava già fascicolata dal soggetto produttore, condizionata in cartelline di diversa tipologia o semplicemente racchiusa all’interno di un foglio ripiegato. Ognuno di questi fascicoli presenta in copertina un’intestazione manoscritta (indicata in inventario tra virgolette). Le vecchie camicie sono state mantenute, tranne alcuni casi in cui si presentavano in avanzate condizioni di deterioramento.
Il fondo è stato organizzato in serie e sottoserie con caratteristiche omogenee, suddividendo così la documentazione tra: corrispondenza, agende, documenti privati, documenti relativi all’attività sacerdotale, documenti di lavoro storiografico e fotografie. Per la documentazione relativa a Romolo Murri e Paul Sabatier sono state create due serie specifiche: la scelta è stata dettata dalla notevole consistenza e dalla particolare storia archivistica di questi due nuclei documentari.
Stabilito l’ordine delle serie e sottoserie, è stato adottato un numero di corda progressivo per le buste e una numerazione interna dei fascicoli che per ciascuna sottoserie riparte da 1. L’ordinamento dei fascicoli è, come specificato nel dettaglio dell’inventario, in alcuni casi di tipo cronologico, in altri alfabetico.

Conditions of access and use area

Conditions governing access

Conditions governing reproduction

Language of material

  • Italian

Script of material

Language and script notes

Physical characteristics and technical requirements

Finding aids

Rubrica autografa delle “Carte Bedeschi”

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Existence and location of originals

Existence and location of copies

Related units of description

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Notes area

Alternative identifier(s)

Access points

Subject access points

Place access points

Name access points

Genre access points

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Description identifier

Institution identifier

Rules and/or conventions used

Status

Final

Level of detail

Dates of creation revision deletion

Redazione inventario: 2015-12-12

Language(s)

Script(s)

Sources

Donate al nostro Centro le Carte Sabatier, «Fonti e documenti», n. 10, 1981, p. 3-4.
Bibliografia degli scritti di Lorenzo Bedeschi, «Fonti e documenti», n. 13, 1984, p. 45-68.
Lorenzo Bedeschi, Le Carte Murri: nuove prospettive storiografiche, «Italia contemporanea», n. 184, set. 1991, p. 491-501.
«Le Carte», n. 7, 2005: numero speciale contenente Bibliografia dei principali scritti di Lorenzo Bedeschi (1944-2005).
Annibale Zambarbieri, Modernismo cattolico, messaggio francescano, cristianesimo. Note sull’Archivio di Paul Sabatier presso l’Università di Urbino, in Società internazionale di studi francescani, Centro interuniversitario di studi francescani, Paul Sabatier e gli studi francescani: atti del 30. Convegno internazionale, Assisi, 10-12 ottobre 2002, Spoleto, Fondazione Centro italiano di studi sull’alto Medioevo, 2003.

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